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CiviCRM è un estensione open source che implementa nel nostro sito un sistema di Relationship Management. E' stato creato dalla comunità open source di CiviCRM LLC e si tratta di un web-based progettato specificamente per l'advocacy e per settori no-profit e/o pubblici. Questo componente consente agli utenti di gestire i contatti dell'organizzazione in modo semplice e funzionale.

CiviCRM è un potente strumento di CRM e può essere utilizzato anche come mezzo di raccolta fondi. Permette ad esempio agli utenti di registrare e di gestire le informazioni tra dipendenti, finanziatori, attivisti, volontari, fornitori, ecc, ed aiuta a tenere traccia delle donazioni, delle conversazioni, transazioni, eventi o qualsiasi tipo di corrispondenza che diviene facilmente accessibile e gestibile.

CiviCRM ha diversi moduli per ogni esigenza:

CiviContribute: Si tratta di un modulo di donazione pensato per accettare pagamenti online attraverso Authorize.net, PayPal e Google Checkout.

CiviEvent: Si tratta di un modulo di inserimento degli eventi per la registrazione e la gestione integrata.

CiviMember: Come suggerisce il nome, è un modulo di iscrizione utilizzato per l'iscrizione on-line.

CiviReport: Si tratta di un modulo di segnalazione per dare una reportistica di tutti i dati raccolti.

CiviPledge: Un modulo utilizzato per gestire impegni.

CiviMail: Si tratta di una implementazione per lo scambio di @mail.

Ve ne sono altri, ma questi sono quelli più comunemente utilizzati e che offrono un idea di cosa sia capace questo addons da poter integrare al nostro sito.

CiviCRM è una soluzione che gira sul server Web dell'utente o sul server del provider di hosting. E' molto conveniente in quanto fa un pò di tutto nella gestione di piccole associazioni o gruppi di individui ed è disponibile senza costi di licenza.

Google ci permette di inserire in modo abbastanza semplice il bottone +1 nel nostro sito. Per mostrare, e quindi dare la possibilità hai nostri visitatori di "votarci" tramite il google button non è necessario installare plugin, moduli o addons vari. Infatti, basta davvero poco per inserire il bottone che dovrebbe far crescere la popolarità ed il posizionamento del nostro joomlasite.

Google +1

Vediamo qual'è, senza installare niente, il metodo migliore per visualizzare il +1 in un articolo, in un modulo, o in qualsiasi parte del nostro sito.

Panoramica sul tasto +1

Secondo Google il + 1 significa "questo è veramente interessante" oppure "te lo consiglio, provalo" ed ormai da diversi mesi, con numerose dichiarazioni sulla validità di questo strumento di condivisione, i vari rappresentanti del motore di ricerca consigliano di piazzarlo nel nostro spazio web allo scopo di migliorarne la performance e l'ottimizzazione.

L'influenza che i click sul +1 nelle pagine hanno per la posizione in serp per le nostre keyword ancora non è chiara, ma probabilmente una minimo di punteggio maggiore viene dato a chi mostra il bottone e "riceve dei voti favorevoli". Sicuramente rientrerà tra gli oltre 200 fattori di ranking, ma non aspettatevi che i voti dagli account google possano migliorare di molto gli ingressi al vostro sito, o accrescere la visibilità nel motore.

Da loggati, il voto sul +1 assume la sua importanza perchè permette di scalare posizioni se un amico fa click sul bottone. Il sito viene privilegiato, semplicemente perchè consigliato da un amico ai suoi amici. Ciò non ha lo stesso riscontro nelle serp organiche, ma forse tra qualche mese anche il +1 avrà la sua ragion d'essere sempre presente nelle pagine della nostra creatura indipendentemente dall'essere loggati o meno su google.

Dubito, francamente, che google dia troppo valore ai click sul +1 semplicemente perchè è abbastanza chiaro che la manipolazione di un tasto da parte degli spammer è davvero un gioco da ragazzi. Se prima (non è mai cessata) esisteva la compravendita di link per aumentare l'autorevolezza di un sito, acquistare click sul +1 sembra molto più semplice da attuare. Una volta c'erano gli scambi link, ora ci sono già gli scambi di +1. Ma google, è tanto stupido da dare agli spammoni del web un fattore di ranking facilmente manipolabile come il tasto +1?

Lo sapremo presto, quando capiremo l'influenza dei click su questa nuova invenzione dell'azienda, o quando ci renderemo conto che il +1 è un sistema adottato solo per fare pubblicità al social di casa Google, GPlus.

Tasto +1

I codici per inserire il tasto +1

Per visualizzare il bottone, google ci dice di inserire nelle nostre pagine due pezzi di codice che possiamo estrapolare in questa pagina http://www.google.com/webmasters/+1/button/. Qui possiamo scegliere tra diverse lingue, grandezze e stili del bottone.

Dopo aver selezionato quello che più ci garba, abbiamo i due codici da inserire.

<script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js"></script>

<g:plusone></g:plusone>

Come detto, vi sono alcune possibilità di configurazione che possiamo anche scegliere in seguito. Infatti, basta aggiungere un "size" al secondo codice per modificare lo stile del bottone (piccolo, medio, standard, grande / con o senza conteggio dei click). Non mi dilungo troppo sulle possibili configurazione perchè google, nella pagina dove estrapolare i codici, mette in evidenza alcune domande comuni molto più che chiare per agevolare la nostra scelta su come visualizzare il bottone.

Come inserire il bottone +1 in Joomla

Diversi plugin, moduli e addons sono nati o sono stati integrati con questa nuova "invenzione" di google. Ma, con un pò di dimestichezza con il cms non sembra necessario caricare il nostro sito di altri addons "solo" per inserire un banale tasto. Ora vi spiego come mettere il +1 senza installare assolutamente nulla.

La prima cosa che dobbiamo fare è disattivare qualsiasi editor di testo utilizziamo nel nostro sito. Vai in configurazione generale e, nel menù a tendina, seleziona nel campo apposito "no-editor".

A questo punto, andiamo in Estensioni-->moduli e clicckiamo su nuovo. Selezioniamo "modulo personalizzato (html)" e nel campo testo inseriamo il primo codice (<script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js"></script>). Possiamo selezionare a questo punto la posizione blocco modulo che più ci garba; solitamente è bene che questo codice si trovi in una parte alta del template (il codice non visualizza nulla, serve da appoggio al secondo codice). Dopo aver selezionato la posizione, inserito il codice, pubblicarlo e dato un nome al modulo (senza visualizzare il titolo ovviamente), possiamo salvare.

Dove inserire il tasto +1

A questo punto, dobbiamo stabilire dove visualizzare il tasto. La posizione migliore è senza dubbio prima dell'inizio del testo, o alla fine. Ma questo non ci deve limitare nella visualizzazione del tasto anche in altre posizioni del nostro sito. Possiamo anche metterlo in mezzo al testo, in alto a destra o a sinistra del sito, o in basso. Con questo metodo abbiamo davvero pochissime limitazioni.

Se vogliamo inserilo all'interno di un contenuto ci basta, sempre con editor disattivato, piazzare il secondo codice (<g:plusone></g:plusone>) direttamente nel campo testo che utilizziamo per scrivere i nostri articoli. Utilizzando l'html abbiamo anche la possibilità di centrare, allineare a destra o a sinistra il tasto all'interno del contenuto. Possiamo mettero ad inizio post o alla fine. L'unica cosa che dobbiamo fare è inserire il codice all'interno del testo. Semplice no?!?

Se non vogliamo utilizzare il bottone in mezzo al contenuto, possiamo anche scegliere un blocco modulo per visualizzare il tasto. Sempre con editor disattivato, creaiamo un nuovo modulo come da esempio precedente, ed inseriamo il secondo codice. Scegliamo il blocco e pubblichiamo il modulo. Tutto qua!! senza installare assolutamente niente.

Conclusioni

Ricordiamoci sempre che tutta la procedura esige la disattivazione dell'editor, e di non aprire il modulo o il contenuto dove abbiamo inserito il bottone con editor attivo.

L'utilità del tasto di google visualizzato nel nostro sito non ha ancora una chiara definizione, ma se solo influisca anche poco sulla posizione ed il trust del nostro sito non averlo potrebbe essere un autogoal che non ci possiamo permettere. Resta il fatto che, esclusi i webmaster attenti al posizionamento, pochi sono quelli che sanno cosa sia e a cosa serva il +1.... chi non si occupa di Seo, ottimizzazione, marketing, probabilmente non ha contezza di questa nuova implementazione dell'azienda Google, ma questo non significa che non lo saprà in un prossimo futuro quando il social di google diventerà pubblico in tutti i sensi.

Ancora infatti si va ad inviti, e non ci si può registrare se non come persone reali. Quando le aziende avranno la possibilità di registrarsi, e si avvicineranno al nuovo strumento sociale, probabilmente tutti conosceranno il +1 e saranno tentati (come con gli altri bottoni sociali) a consigliare anche col +1 contenuti ai propri amici come fanno già con twitter e facebook.

Un video su youtube racconta la storia di Google, come è nato, chi lo ha inventato, come si è sviluppato nel tempo. Viene spiegato come funziona, come è cresciuto, e quali sono le idee che hanno portato al modello di classificazione che utilizza Google e che hanno permesso ad una relativamente giovane azienda di diventare una delle realtà più importanti del mondo.

Il video non è recentissimo, infatti parla del pagerank e della classificazione pre-panda, ma è utilissimo per interpretare come una buona idea può diventare un grande business.

Il video, di ben 44 minuti, si chiama "Gli inventori di Google" e non te lo puoi perdere.... buona visione....

Ricevendo visite dall'estero sembrerebbe più che necessario fornire a questi visitatori un modo semplice per tradurre il nostro sito nella loro lingua. Certo, ci sono diversi modi per adattare una pagina web al nostro modo di parlare, come ad esempio Babelfish o google translate o il pulsante nella diverse toolbar da installare nel nostro browser.

Tutti metodi un pò più "complessi", e un pò scomodi, se paragonati ad avere un semplice tasto direttamente nel sito che in un click traduce la pagina nella lingua desiderata. Diverse sono le configurazioni che offre JV Translate, tanto da permettere una facile adattabilità a qualsiasi tipologia di sito Joomla. E poi, a me piacciono i produttori operativi che sono sempre pronti ad aggiornare e rimanere al passo.

Qui il link al modulo

Era il primo settembre 2005 quando il nome di Joomla è stato presentato al mondo intero. E oggi che è il sesto anniversario è tempo di bilanci, partendo dal passato e interpretare la crescita esponenziale come utile indicazione per un roseo futuro.

Compleanno Joomla

I numeri parlano chiaro: negli ultimi mesi il forum nel sito ufficiale di Joomla ha raggiunto il mezzo milione di utenti.
25 milioni sono stati i download, e non vengono presi in considerazione tutti gli altri luoghi oltre al sito ufficiale dove è possibile scaricare il cms. Ci sono le versioni in lingue diverse, e numerosissimi sono i siti che permettono il download dell'ultima versione disponibile.
La Jed, nata nel marzo del 2006, ha superato le 8000 estensioni e le comunità nei vari paesi ormai non si contano più.

Un successo che oggi viene celebrato in tutto il mondo, dalle varie comunità, da tutti gli amanti del cms.

Se vuoi lasciare un commento, augurare un buon compleanno a Joomla, festeggiare insieme alla comunità, esprimere un parere sul cms, puoi collegarti su twitter e inserire il tuo cinguettio di augurio con hashtag #jbday.

Le statistiche sono la manna dal cielo per un piccolo o grande blog perchè permettono di valutarne l'efficacia online e ci aiutano ad individuare problemi e trovare di conseguenza la soluzione migliore grazie a test di analisi e confronti. Guardavo le statistiche di questo blog almeno una volta a settimana, sino a qualche tempo fa, ma oggi mi ritrovo a dare un occhio a cosa dice analytics almeno ogni due giorni. Infatti, obbiettivo dei miei controlli non è il numero di visitatori unici, ma la frequenza di ribalzo è il dato che al momento mi interessa di più.

Cos'è la frequenza di rimbalzo o bounce rate

Bounce Rate è un termine utilizzato nell'analisi di traffico sui siti web. Un bounce (in inglese rimbalzo) avviene quando l'utente abbandona il sito dopo aver preso visione di una sola pagina web e lascia il sito entro pochi secondi non trovando ciò che realmente era di suo interesse.

Molti sistemi di statistiche fissano il bounce rate (che si potrebbe tradurre come tasso di abbandono di un sito web) a 30 secondi: un utente si definisce disinteressato ai contenuti di una pagina se l'abbandona entro 30 secondi.

Il limite di 30 secondi è un valore di riferimento che comunque si sta decisamente abbassando anche a 5 secondi in alcuni applicativi software commerciali.

Un basso tasso di abbandono è indice di buona organizzazione dei contenuti e di un look and feel (ovvero aspetto grafico) accattivante, che invita l'utente a continuare nella esplorazione del sito.

La definizione analitica del bounce rate di un sito è il numero di visitatori che visitano una sola pagina del sito (per sessione di navigazione) diviso per il numero complessivo di visitatori.

La definizione analitica del bounce rate per una pagina web è il numero di visitatori che caricano solo la pagina diviso per il numero complessivo di visitatori della pagina.

Come si calcola e dove possiamo analizzarlo

Il bounce viene espresso in percentuale e si riferisce all'analisi pagina per pagina di un sito web. La media che ne deriva è la frequenza di ribalzo di un sito web.

Lo strumento che ci fornisce questo importantissimo dato ovviamente è Google Analytics, e nell'era del Panda non possiamo trascurare il BR del nostro sito in quanto pare sia un fattore che il motore prende in considerazione per classificare i siti nelle sue serp. A tal proposito, capita spesso che i visitatori del nostro sito che scappano dalla pagina di atterraggio provengano proprio da google che, non si sa bene per qual motivo, ha dato risalto ad una pagina che in quella ricerca del visitatore non ci dovrebbe essere. E allora? la responsabilità di un alta frequenza di ribalzo è di google?

In parte SI, ma questi "errori" del motore di ricerca nel proporre il nostro sito dobbiamo in qualche modo "sistemarli" per diminuire il numero di persone che, raggiungendo il nostro blog cliccando su un risultato della ricerca scappa via dopo pochi secondi.

Cosa fare per diminuire il Bounce Rate

Possiamo agire in diversi modi, ma tutte le nostre azioni devono essere comunque motivate dall'analisi dei dati preventiva e un susseguente controllo sui risultati ottenuti dell'azione intrapresa.

L'obbiettivo è quello di abbassare al minimo la frequenza di ribalzo che, in sintensi, ci permette di constatare che le pagine raggiunte dal visitatore contengono le informazioni che cercava. Avere una frequenza alta di ribalzo non serve al tuo sito, non serve al visitatore, non serve al motore. Quindi, non avendo utilità alcuna offrire pagine inutili, ecco alcuni metodi per cercare di migliorare questo dato:

1) Eliminare le pagine con bounce rate maggiore del 90%

Sono quelle peggiori perchè abbassano drasticamente la media. Scommetto che se analizzi il tuo sito scoprirai tante pagine che, nonostante il tuo parere non possa mai essere oggettivo, non offrono nulla e sono state scritte solo per acquisite qualche visita (inutile) in più. Il consiglio è quello di eliminarle del tutto, o, se proprio le vuoi tenere, metti il noindex per evitare che il motore le indicizzi. Se lo scopo è quello di farle indicizzare e posizionare e non hai intenzione di eliminarle è inutile che continui a leggere questo post perchè non hai inteso che una frequenza di ribalzo alta non è altro che un fallimento della pagina e, di conseguenza, una brutta presentazione per tutto il tuo sito.

2) Riscrivere le pagine con frequenza di ribalzo maggiore del 70%

Queste sono solitamente pagine migliorabili; c'è un 30% dei visitatori che non è scappato via appena aperta la pagina. Evidentemente hanno letto qualche riga, ma i concetti espressi sono irrisori o incompleti tanto da stancare subito un buon numero di visitatori che non è arrivato nemmeno a metà pagina. Potresti riscriverle cercando di essere più completo e attinente alla chiave di ricerca che ha condotto utenze al tuo sito. In alternativa, metodo 3

3) Modificare le pagine con BR maggiore del 50%

Diciamo che queste pagine non sono da buttare, ed anzi sono quelle che con qualche piccola modifica possono soddisfare chi vi approda. Basta poco per migliorarle perchè la metà delle visite ha avuto un riscontro positivo. Basterebbe ad esempio una più chiara strutturazione della pagina, l'aggiunta di un video o un grafico, una frase spiritosa all'inizio o a metà post, una conclusione attraente ed utile per abbassare questo 50-60% a 30-40%. E' il nostro obbiettivo.... datti da fare. Queste pagine sono quelle a cui prestare attenzione maggiore perchè, per chi le ha visitate, non sono per nulla inutili e probabilmente manca poco per fare bingooooo.

4) Implementare le pagine che hanno frequenza di ribalzo dal 30 al 50%

Come per il punto 3, siamo alle pagine che hanno molta attinenza alla chiave cercata ma non sono ancora la top. Per renderle le migliori del Web basta davvero poco. Qui davvero poco da modificare; probabilmente quel 30% di visite che raggiungono la pagina e scappano sono da imputare non alla pagina in sè ma ad una posizione in serp non attinente. Sarebbe da analizzare a questo punto la key (o le key) con la quale il visitatore hanno raggiunto la pagina. Controllare che ve ne sia qualcuna poco relazionata alla pagina e capire come mai il motore vi propone per quella serp. Individuato il motivo di quella posizione, premettendo sempre che dobbiamo eliminare le visite inutili, agire per scomparire da quella ricerca. Solitamente parliamo di visite provenienti da ricerche a coda lunga, derivanti da una frase o un concetto presente nel post. Modifichiamo qualche termine della frase e abbassaremo il rimbalzo semplicemente perdendo posizioni per quella key lunga. Attenzione a non modificare cosa ci fa ottenere visite utili. Quando tocchiamo queste pagine dobbiamo prestare molta attenzione; rischiamo di perdere posizioni rilevanti ed attinenti nel motore di ricerca. Se non sappiamo dove agire, non tocchiamole e valutiamo un azione di linkbuilding diretta ad aumentarne la popolarità per i termini rilevanti.

5) Rendere più veloce l'apertura delle pagine del nostro sito/blog

La velocità è da tempo un fattore di ranking. Ancor di più lo è diventanta dopo l'implementazione del panda update. Ma più che al motore di ricerca, dobbiamo preoccuparci di cosa pensano i nostri visitatori e si sà che un sito veloce e scattante è molto gradito a chi lo raggiunge perchè dà l'impressione di non fargli perdere tempo inutile attendendo che una pagina si carichi. Valuta di togliere peso alle pagine eliminado qualcosa, ma anche di passare ad un server più performante o ad un sistema cloud.

6) Sistemare la grafica del nostro sito/blog

Un bell'aspetto è quello che ci vuole, e se il tuo blog è brutto a vedere puoi anche avere i migliori post del mondo... qualcuno scapperà senza nemmeno leggere la prima frase. Fai valutare la grafica del tuo sito a qualcuno disinteressanto, guarda come viaggia nel tuo blog, cosa ritiene bello e cosa invece non gli piace. Serviti di parenti ed amici e non intrufolarti nel loro giro nel sito. Devono essere loro ad indirizzarti, e non tu a suggerire cosa vuoi sentirti dire.

Se puoi, non dirgli che il sito è il tuo ed evita commenti che possano influenzare il loro giudizio. Ricorda che ognuno viaggia in rete a modo suo, e a non tutti piace la stessa cosa, quindi prendi più pareri possibili nel valutare graficamente il tuo sito/blog. Vedi dove cliccano, cosa guardano, da cosa sono attratti e cosa invece li rende indifferenti. Se hai diveri tester, preparati una serie di domande, non solo sulla grafica, e cerca di presentarle nei tempi giusti. Annotati le risposte; potrebbero essere fondamentali per sapere dove e come agire per migliorare la grafica, la navigazione, l'aspetto generale della tua creatura online.

Conclusione

Altri punti andrebbero discussi e sviscerati riguardo al bounce rate e ai metodi per diminuire la percentuale di abbandono di un blog/sito. Trascurando le varie tipologie di sito/blog, probabilmente, quelle che hai letto valgono per tutti i prodotti online indipendentemente dallo scopo e dal tema trattato.

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