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Obiettivo di Google è quello di fornire i risultati di ricerca migliori e più pertinenti agli utenti; lo stesso vale per le immagini presenti nel tuo sito. Seguendo le Istruzioni per i webmaster è possibile aumentare la probabilità che le immagini saranno visibili nei risultati di ricerca utilizzando le Sitemaps per dare informazioni aggiuntive al motore.

Infatti, utilizzare ed inserire indicazioni nelle sitemap può aiutare Google a scoprire le immagini che altrimenti non potrebbe trovare (come ad esempio le immagini che sono raggiungibili tramite i moduli in JavaScript).

Tuttavia, Google non garantisce che saranno inserite nell'indice tutte le immagini, o che utilizzerà tutte le informazioni della tua Sitemap. Ma questo non significa che sin da subito non possiamo dedicarci meglio al posizionamento delle immagini che sicuramente, oltre ai ladroni del web, possono anche interessare chi grazie ad esse potrà raggiungere le nostre creature.

Pubblicato in Google
Venerdì, 09 Aprile 2010 16:55

I Comandi segreti (!!) di Google

Comandi segreti GoogleEcco un elenco quasi completo dei controlli di Google, necessari per conoscere i trucchi giusti che ci permettono, tramite una semplice ricerca sul motore, di avere informazioni sul nostro sito, su tutti quelli dei nostri concorrenti, ma anche dei siti che ci piacciono; utilizzandoli possiamo sapere tanto e di più di tutto il web indicizzato. Alcuni sono utili trucchetti per scovare chi a scopiazzato il testo della vostra pagine, altri possono servire per trovare particolari tipi di file.

Trovare un espressione in una particolare area della pagina

  • intitle:"SEO" --> questo comando permette una ricerca per la parola "SEO" nel titolo della pagina (<title> </ title>)
  • intext:"marketing" --> trova le pagine contenenti marketing nel testo (anche per il comando allintext).
  • inanchor:"Blog" --> elencherà le pagine che contengono link con il termine "Blog" come testo del collegamento

Ottenere informazioni su una pagina

  • cache:www.blogjoomla.it: Guardare la versione registrata della pagina memorizzata nella cache  di www.blogjoomla.it/
  • Info:www.blogjoomla.it/ o id:www.blogjoomla.it/: Visualizza il titolo e la descrizione della pagina www.blogjoomla.it e offre un menu per accedere a varie informazioni di questa pagina.
  • related:www.blogjoomla.it/: Google mostra come "simili" delle pagine in relazione alla vostra. Sembra che questo concetto si basi su collegamenti a pagine e non sul testo contenuto nelle pagine .
  • link:www.blogjoomla.it/: Link per visualizzare i link al tuo sito web.

Ricerche di finezza

  • site:www.blogjoomla.it --> Limita i risultati del sito: www.blogjoomla.it: alle pagine web  di www.blogjoomla.it/. Questo comando vi darà tutte le pagine di blogjoomla.it inserite in Google.
  • filetype:doc --> Limita i risultati filetype:doc: cioè le pagine con estensione .DOC . È possibile specificare un tipo diverso da DOC.
  • define:SEO -- > Limita i risultati alle pagine che offrono una definizione del termine "SEO".
  • safesearch:vino --> Elimina pagine "adulti" dai risultati di ricerca per la parola vino.
Pubblicato in Google

E' della scorsa settimana l'ultima intervista di Matt Cutts, decennale esperienza in Google ed ora dirigente del team webspam, che ci "confessa" qualche utile indicazione nel gestire meglio il nostro sito, ed ottenere un briciolo di visibilità in più. L'intervista è stata rilasciata a Eric Enge di stonetemple.com, sito dove potrete leggerla per intero, ed in lingua originale. Traduco di netto da qui, e tengo cara questa sintesi, certamente da rileggere con calma.

1. 1. Più collegamenti hai, più pagine del sito verranno indicizzate

Matt Cutts ha affermato che il numero di pagine che gli indici di Google hanno del tuo sito web è grosso modo proporzionale al PageRank del tuo sito web. Ciò significa che più pagine del tuo sito verranno indicizzate più vicino al top sarà il pagerank. Se si hanno molti link in entrata molte più pagine verranno indicizzate.

Google non ha un tappo di indicizzazione, saranno cioè in grado di indicizzare tutte le pagine del tuo sito web se avete abbastanza link in entrata. Ricordate che il PageRank che Google utilizza nel suo algoritmo di ranking non è il PageRank che viene visualizzato nella barra degli strumenti Google.

2. 2. La lentezza e i down del server possono causare problemi

Google può impostare una sorta di limite del numero di pagine che verrà recuperato da un server host lento. Questo può essere un problema per i siti web che sono ospitati su server condivisi.

3. 3. I contenuti duplicati possono causare problemi

"Immaginate la scansione di tre pagine da un sito, e poi scopriamo che le altre due pagine sono duplicati della terza pagina. Faremo cadere due delle tre pagine e ne terremo solo una. Cadranno le pagine che avranno meno contenuto ".

Come accennato in precedenza, Google indicizzare le pagine web in base al PageRank. Se si dispone di contenuti duplicati, alcune pagine del tuo sito web saranno scartate e si perderà punteggio in classifica.

Matt Cutts ha anche indicato che se si collega da una pagina a un duplicato della pagina, si può rovinare il proprio PageRank.

"E 'assolutamente ben visto da Google avere rel = canonica su ogni pagina del tuo sito. Tuttavia, Google non obbedisce sempre al tag canonical e si riserva il diritto fondamentale di determinare se il proprietario del sito si è accidentalmente buttato la zappa sui piedi a inserire o meno il tag rel = canonical".

4. 4. Le pagine di affiliazione non ottengono un buon posizionamento

Se un sito è un sito di affiliazione ed ogni pagina è molto simile ad altre pagine (solo con un logo diverso, ecc) allora questa pagina non "get high ranking".

Se Google rileva un link di affiliazione, questo collegamento non passerà potere.

5. 5. Il Redirect non passa tutto il PageRank

Se si cambia il nome a dominio e si reindirizzano le vecchie pagine con un redirect 301 dalla pagina vecchia alla nuova pagina, il potere del link verrà passato al nuovo nome di dominio, ma la potenza complessiva dei collegamenti diminuirà. Il Redirect 301 non passarà l'intero PageRank.

6. 6. Pagine di bassa qualità possono causare problemi

"Se ci sono un gran numero di pagine che consideriamo di basso valore, allora potrebbe accadere che la scansione completa delle  pagine da quel sito non avviene, indipendente dall'utilizzo del rel = canonical".

Se hai un sacco di pagine web con brevi contenuti allora Google potrebbe smettere di scansione il tuo sito web. Matt Cutts ha anche suggerito che potrebbe essere utile essere prolissi:

"Si vuoi veramente avere la maggior parte delle tue pagine negli indici di Google costruisci un prodotto realmente valido inserendo molto testo."

7. 7. Struttura del sito, navigazione e PageRank

Google non vuole costringere a costruire un sito per motivi di PageRank. Il modo migliore per potere passare pagerank da una pagina ad altre pagine è sempre quello di avere una buona navigazione.

"Una attenta cura dell'architettura del sito è davvero il modo migliore per raggiungere buoni risultati. "

"È possibile distribuire il PageRank nel proprio sito utilizzando ad esempio i link correlati. Penso che ci sono diversi modi per creare un ottima architettura".

8. 8. Non si dovrebbero usare JavaScript per la navigazione del sito

"Già da un pò, abbiamo provato a scansionare JavaScript, e Google ha ottenuto esperienza e può eseguire alcuni JavaScript. Non tutti, in quanto ci sono alcune condizioni in cui noi non possiamo eseguire il JavaScript.

Abbiamo la possibilità di eseguire una grande frazione di JavaScript quando ne abbiamo bisogno." Una cosa da tenere a mente è che se si sta facendo pubblicità tramite JavaScript , è possibile utilizzare il no_follow sui link in JavaScript ".

9. 9. A Google non piacciono i link a pagamento

Matt Cutts ha detto che Google non vuole che si faccia pubblicità per influenzare il posizionamento nei motori di ricerca.

Si potrebbe mettere un appello per la gente a denunciare di più sul link spam nei prossimi mesi. Matt Cutts ha detto che Google "fa un sacco di roba" per cercare di individuare gli annunci pubblicitari atti ad ingannare il motore ed è capace di evitare che tali link a pagamento incidono eccessivamente sui motori di ricerca.

Pubblicato in Google

Erano accusati anche di diffamazione i quattro dirigenti Google, ma il giudice li ha condannati a sei mesi solo per il secondo capo di imputanzione, violazione della privacy. Per il primo caso di imputazione, i quattro sono stati assolti perche il fatto non sussiste (così si legge in autorevoli giornali) mentre tre di essi sono stati condannati per violazione delle privacy. A tal proposito sarà interessantissimo leggere la motivazione del giudice per questa assoluzione che sicuramente farà storia nel mondo delle leggi su internet. Ma è certo anche che la condanna per la privacy non è certo un fatto positivo per la libertà di internet e sopratutto per i servizi che sussitino oggi in rete, come i social network, Google news, youtube.

Il fatto già lo si conosce. Si tratta di un video che ritrae dei maltrattamenti di alcuni compagni di classe ad un ragazzo con problemi ed inserito su GoogleVideo. Per questo filmanto scatta la denuncia da parte dei genitori (poi ritirata) a cui si sono costituiti parte civile nel processo un associazione ed il Comune di Milano. Il fatto in se è increscioso.. .come si fa a pubblicare un video così? a diffonderlo?

Ma come fa Google a controllare? E poi... ne ha obbligo?

Peter Fleischer - Privacy Counsel di Google - ricostruisce la vicenda ricordando che Google ha rimosso il video dopo la segnalazione e collaborato alle indagini: «A fine 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si sono filmati mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e hanno caricato il video su Google Video. Vista la natura assolutamente riprovevole del video, è stato rimosso a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia. Abbiamo inoltre collaborato con la polizia locale per l'identificazione della persona che lo ha caricato, che è stata poi condannata dal Tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità, e con lei diversi altri compagni di classe coinvolti. In casi come questo, rari ma gravi, è qui che il nostro coinvolgimento dovrebbe finire. Per essere chiari - dice Fleischer - nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell'esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso».

Interessante anche un altro passaggio della nota di Peter Fleischer: «La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. (ndr vedi Art.15) La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire. Si tratta di questioni di principio importanti, ed è per questa ragione che continueremo a sostenere i nostri colleghi in tutto il percorso dell'appello».

Quindi il discorso di sposta sulla responsabilità di un gestore di un sito quando un utente posta un contenuto nel suo blog, un post nel forum, o un semplice commento. Non ci sentiamo di anticipare, non avendo ne basi ne conoscenze, la motivazione dell'assoluzione per diffamazione - come si legge sul web non sia stato riconsciuto il dolo - ma sembra sensato pensare come il giudice abbia intenso impossibile effettuare un controllo su materiale diffamante inserito in un "aggregatore" (forse tutti i servizi di google potrebbero essere così catalogati) dove vengono immessi numerosissimi contenuti. Si può anche presumere come non sia identificabile, non essendo google una testata giornalistica, il direttore responsabile che doveva controllare tanto quanto l'editore e lo stampatore (queste figure in un sito non registrato al tribunale come testata giornalistica non esistono).

Sulla sentenza si esprime anche Marco Pancini, responsabile dei rapporti istituzionali di Google Italia :" [...] un attacco ai principi fondamentali di liberta' sui quali e' stato costruito Internet. La normativa vigente e' stata definita appositamente per mettere gli Internet service provider al riparo dal danno di responsabilita', a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. Se questi principi vengono meno, e se siti come i blog, Facebook, Youtube vengono ritenuti responsabili del controllo di ogni video, significherebbe la fine di Internet come oggi lo conosciamo, con tutte le conseguenze politiche e tecnologiche. Si tratta di principi per noi importanti, percio' continueremo a seguire i nostri colleghi in appello".

Un attività indispensabile che compie un webmaster sui suoi siti è la verifica costante dei backlink. In Google, il comando per "scoprire" quali siti linkano la nostra creatura è (era) link:nomeadominio. Occorre scrivere l’url completo (di http://) e attaccato alla parola link, altrimenti si otterrano risultati completamente diversi. Quand'è nato, questo comando non restituiva comunque tutti i backlink, ma solo una parte che molti attribuivano ai siti che google riteneva più autorevoli.

back link

Purtroppo, da molto tempo questo comando non restituisce risultati corretti. Anzi, sembra quasi voler ingannare il Webmaster visto che la maggior parte dei link che compaiono nelle serp utilizzando questo comando non sono altro che pagine interne del sito stesso. Ovviamente esistono numerose risorse, come siteexplorer di Yahoo, che permettono di sapere quanti link, e da quali siti, un sitoweb, o meglio, una pagina web riceve acquisendo dunque forza e autorevolezza.

Matt Cutts, tempo fa, ha pubblicato un video su youtube dove racconta i motivi che hanno portato al mancato funzionamento del comando.

{youtube}TjQ2QVQpaK0{/youtube}

Tra quelli più interessanti, Matt sottolinea come non si voglia dar adito alla concorrenza vedere come ha lavorato il webmaster (o l'agenzia di posizionamento incaricata di tale attività) e a quali siti si sia appoggiato per conquistare posizioni importanti. Bhèè, se non esistessero altre risorse atte a questo scopo la decisione di Google potrebbe essere comprensibile. Ma visti i numerosi tools che operano in tal senso sembra inutile questa scelta nella gestione del comando da parte del Big motore.

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