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Venerdì, 16 Aprile 2010 08:31

Sandbox di Google. Esiste davvero?

Un accesso dibattito quello sulla Sandbox di Google. Stiamo parlando di quel filtro che Google impone ad una nostra creatura appena sfornata che, nonostante gli sforzi, non ne vuol sapere di comparire in posizioni ragguardevoli al primo colpo.  Le cause possono essere rintracciate nella cosiddetta SandBox? Non tutti sono d'accordo sull'esistenza di un "limbo provvisorio" che il motore utilizza per misurare la reale consistenza di un nuovo prodotto messo online; altri sostengono che la Sandbox esiste, e colpisca anche siti che sono da tempo online.

Che cos'è la Google Sandbox

Evitare tutte le pratiche Seo che possono causare ad un sito una penalizzazione da Google, o da qualsiasi altro motore di ricerca, a volte non basta per essere tranquilli. Infatti, alcuni siti - attraverso dei loro link involontari (commenti nei post, ad esempio) - ereditano da un altro sito web lo stato di penalizzato o corrono il rischio di cadere nella sandbox di Google.

Molti Seo sostengono che la sandbox di Google non esiste. Infatti, ufficialmente non esiste!! .. ma i sintomi di una sandbox sono molto comuni. Un sito viene memorizzato, ma non indicizzato per mesi e mesi, poi, tutto ad un tratto, apparentemente per nessuna ragione, esso appare nelle serp dei motori.
Il fenomeno sandbox di Google è più comune nei nuovi siti, ma anche ai vecchi siti può succedere di cadere nel limbo che, sin da subito è utile chiarire, ha sintomi molto diversi da una sanzione/penalizzazione di Google.

Ci sono 2 concezioni della sandbox di Google

La Google Sandbox può essere intesa come quel periodo di tempo in cui un nuovo sito deve guadagnare la fiducia agli occhi di Google

In questo periodo Google non indicizza il sito in Serp.
Un nuovo sito web che è stato appena avviato sarà difficile da trovare subito in una ricerca per parole chiave, anche se costruito per essere accessibile, con il codice pulito, potrebbe essere indicizzato in poche settimane, a volte un paio di giorni, ma per un periodo variabile non apparire in determinate ricerche. A meno che il sito non agisca in una nicchia ristretta, è improbabile che sarà collocato al top delle Serp prima di aver ottenuto la fiducia del motore.

La Google Sandbox agisce anche quando un sito relativamente anziano scompare improvvisamente dalle Serps

Se un sito improvvisamente scompare dalle ricerche, perdendo gran parte del suo posizionamento, potrebbe dipendere da una promozione troppo aggressiva nelle prime settimane di vita, o in un lasso di tempo troppo breve. Azioni di link building troppo rapide ottenute grazie a siti irrilevanti o di spam, unita ad una sporadica pubblicazione di nuovi contenuti, è probabile produca un allarme nel motore che per tutelare le proprie serp imponga un periodo di verifica al sito in questione. A volte, la sandbox in questi casi può durare diverse settimane, addirittura anche dei mesi.

Il mio sito è stato penalizzato o è in una sandbox di Google

Vi sono alcune differenza importanti che ci permettono di verificare se il sito è in una sandbox di Google o è penalizzato.

Non apparire con le parole chiavi

Il primo e più evidente indizio di una penalizzazione/sandbox sta nel non apparire in una ricerca per le parole chiave principali. Un evidente calo di posizioni, apparentemente senza motivo, o un netto calo del traffico, sono dei sintomi inquetanti in tal senso. Ma prima di allarmarsi, e cercare di correre ai ripari al primo segnale, è utile sottolineare che non è il caso, ogni giorno, di verificare le proprie posizioni o il traffico, ma di farlo settimanalmente o mensilmente per vedere risultati non ingannevoli.

Non apparire con il nome a dominio

Se il vostro sito non viene visualizzato per il nome di dominio potete scommeterci che non si tratta di sandbox, ma di una vera e propria penalizzazione. A tal proposito, sembra opportuno in questi casi controllare anche il posizionamento in Yahoo e Bing; se in altri motori il vostro sito è ancora in bella mostra, le probabilità che Google abbia penalizzato la vostra creatura sono molto alte.

Per verificare se il vostro sito è in stato di penalizzazione/sandbox, potrebbe essere necessario verificare negli strumenti per i webmaster di Google quante pagine sono state indicizzate e verificare se vi è stato un drastico calo delle stesse nell'ultimo periodo.

Pubblicato in Google

 


Conoscere i modi per diagnosticare una penalità di Google diviene essenziale visto l'alto traffico che da questo motore proviene. Se si ha il sospetto di una penalizzazione, perchè perdi posizioni, o perchè la barretta della Toolbar è improvvisamente di un grigio fumo, o perchè le tue pagine indicizzate progressivamente diminuiscono, o perchè le tue visite calano... prova a effettuare qualche controllo.

Come scoprire se un sito è penalizzato

1) Verifica il traffico interno alle tue pagine, se individui un momento di calo sbrusco hai una prima avvisaglia.

2) Esegui una ricerca del tipo [site: yoursite.com] per vedere nei rapporti presentati da Google quante URL il motore ha indicizzato; confronta spesso questo dato perchè sintomo di buona o cattiva salute per il tuo sito

3) Verifica se nel Google Webmaster Tools vengono segnalati eventuali problemi. Errori, metatag duplicati, grafici di scansione

4) Dai un'occhiata se il Pr nella toolbar di Google è cambiato; la barretta grigia potrebbe essere un inquetante segnale

5) Controlla il posizionamento del sito per nome a dominio senza il TLD

6) Verifica se Google ha inserito nella "lista nera" il tuo sito come pericoloso per la navigazione (http://www.google.com/safebrowsing/diagnostic?site=mysite.com <-- tuo nome dominio).

7) Controlla il codice sorgente delle tue pagine e verifica se esse contengono eventuali collegamenti iniettati, o script malevoli

8) Controlla il tuoi vicini di IP. Può succedere che in server strautilizzati - alcuni server su host famosi addirittura passano il migliaio di siti - ci sia un vicino scomodo, un sito spam, o anche qualche caso di sovraottimizzazione. Google, se trova siti del genere, sembra svalutare tutto il server e questo si traduce in una riduzione simultanea di trust per tutti i siti con lo stesso IP e/o stessa classe.

9) Copia una lunga parte di testo di una pagina e inseriscila nel campo ricerca di Google. La tua pagina deve classificarsi al primo posto

10) Controlla se le tue pagine sono raggiungibili con una sola URL; causa di penalizzazione sono anche i contenuti duplicati - cioè raggiungibili da più indirizzi url -. Inoltre, è buona norma non copiare da altri siti per non cadere nel filtro antiduplicazione dei motori. E' chiaro che se un sito ti copia, e ha più forza del tuo, è probabile che google - e gli altri motori - lo considerino come il creatore dei tuoi contenuti.

Questi sono dieci consigli per verificare se il tuo sito è penalizzato che ho provato a tradurre da http://www.searchenginejournal.com. Ma anche se non avessi nessun sospetto di penalizzazione, ogni tanto attuare questi controlli può prevenire il peggior danno, e non solo. Infatti, sono anche utili per verificare la buona salute del tuo spazio online.

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