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Erano accusati anche di diffamazione i quattro dirigenti Google, ma il giudice li ha condannati a sei mesi solo per il secondo capo di imputanzione, violazione della privacy. Per il primo caso di imputazione, i quattro sono stati assolti perche il fatto non sussiste (così si legge in autorevoli giornali) mentre tre di essi sono stati condannati per violazione delle privacy. A tal proposito sarà interessantissimo leggere la motivazione del giudice per questa assoluzione che sicuramente farà storia nel mondo delle leggi su internet. Ma è certo anche che la condanna per la privacy non è certo un fatto positivo per la libertà di internet e sopratutto per i servizi che sussitino oggi in rete, come i social network, Google news, youtube.

Il fatto già lo si conosce. Si tratta di un video che ritrae dei maltrattamenti di alcuni compagni di classe ad un ragazzo con problemi ed inserito su GoogleVideo. Per questo filmanto scatta la denuncia da parte dei genitori (poi ritirata) a cui si sono costituiti parte civile nel processo un associazione ed il Comune di Milano. Il fatto in se è increscioso.. .come si fa a pubblicare un video così? a diffonderlo?

Ma come fa Google a controllare? E poi... ne ha obbligo?

Peter Fleischer - Privacy Counsel di Google - ricostruisce la vicenda ricordando che Google ha rimosso il video dopo la segnalazione e collaborato alle indagini: «A fine 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si sono filmati mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e hanno caricato il video su Google Video. Vista la natura assolutamente riprovevole del video, è stato rimosso a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia. Abbiamo inoltre collaborato con la polizia locale per l'identificazione della persona che lo ha caricato, che è stata poi condannata dal Tribunale di Torino a 10 mesi di lavoro al servizio della comunità, e con lei diversi altri compagni di classe coinvolti. In casi come questo, rari ma gravi, è qui che il nostro coinvolgimento dovrebbe finire. Per essere chiari - dice Fleischer - nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell'esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso».

Interessante anche un altro passaggio della nota di Peter Fleischer: «La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. (ndr vedi Art.15) La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire. Si tratta di questioni di principio importanti, ed è per questa ragione che continueremo a sostenere i nostri colleghi in tutto il percorso dell'appello».

Quindi il discorso di sposta sulla responsabilità di un gestore di un sito quando un utente posta un contenuto nel suo blog, un post nel forum, o un semplice commento. Non ci sentiamo di anticipare, non avendo ne basi ne conoscenze, la motivazione dell'assoluzione per diffamazione - come si legge sul web non sia stato riconsciuto il dolo - ma sembra sensato pensare come il giudice abbia intenso impossibile effettuare un controllo su materiale diffamante inserito in un "aggregatore" (forse tutti i servizi di google potrebbero essere così catalogati) dove vengono immessi numerosissimi contenuti. Si può anche presumere come non sia identificabile, non essendo google una testata giornalistica, il direttore responsabile che doveva controllare tanto quanto l'editore e lo stampatore (queste figure in un sito non registrato al tribunale come testata giornalistica non esistono).

Sulla sentenza si esprime anche Marco Pancini, responsabile dei rapporti istituzionali di Google Italia :" [...] un attacco ai principi fondamentali di liberta' sui quali e' stato costruito Internet. La normativa vigente e' stata definita appositamente per mettere gli Internet service provider al riparo dal danno di responsabilita', a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. Se questi principi vengono meno, e se siti come i blog, Facebook, Youtube vengono ritenuti responsabili del controllo di ogni video, significherebbe la fine di Internet come oggi lo conosciamo, con tutte le conseguenze politiche e tecnologiche. Si tratta di principi per noi importanti, percio' continueremo a seguire i nostri colleghi in appello".


A volte, per ricordarsi qualcosa che mi è piaciuto leggere in qualche blog - già non lo ricordo più (qui andava il link) - la salvo online in qualche mio sito. Cosa c'entra con Joomla? niente, proprio niente, ma continua a leggere.... se vuoi... magari ti alzi da quella sedia!!!! Risatona

La lezione di filosofia

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf.

Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente.
I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia.
Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf ". Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.

Una posizione che minaccia i diritti della rete, tutelati invece dalla direttiva comunitaria del commercio elettronico del 2003, la vicenda che contrappone Fapav (Federazione anti pirateria audiovisiva) a Telecom Italia e ai suoi utenti peer to peer.

"L'industria del copyright ha fatto una cosa grave", dice Paolo Nuti, presidente di Aiip, la principale associazione provider. Fapav chiede a un giudice di imporre a Telecom Italia due cose: di ostacolare le attività pirata dei propri utenti e di filtrare alcuni siti; e se Telecom non lo farà dovrà pagare 10 mila euro per ogni giorno di inadempienza. "Insomma, mira a trasformare gli operatori internet in sceriffi della rete, a caricarli di una responsabilità, su quello che fanno i loro utenti - continua Nuti -. Ma è una posizione che minaccia i diritti della rete, tutelati invece dalla direttiva comunitaria del commercio elettronico del 2003, dov'è ribadita la non responsabilità dei fornitori di servizi". "Vediamo una serie di mosse contro questo diritto: anche nel decreto Romani, dove si abilitano le autorità a obbligare i fornitori a bloccare contenuti audio-video presenti su internet", continua Nuti. Finora il mondo internet è cresciuto perché si sono tenute separate le responsabilità degli utenti da quelli dei fornitori di servizi (provider internet o gestori di portali di contenuti come YouTube). Se i fornitori fossero caricati di responsabilità sarebbero spinti a un giro di vite, per evitare problemi, e quindi a censurare preventivamente alcuni contenuti o siti. In più sarebbero costretti a vigilare sulle attività degli utenti, a mo' di poliziotti, appunto, con buona pace della privacy. Una piega temuta dai provider dal Garante e dai consumatori: "Secondo noi l'industria del copyright sta calpestando i diritti inviolabili degli utenti, nel caso Fapav", dice Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. "In questo caso, in modo ancora più grave che nella vicenda Peppermint: Fapav ha coinvolto molti più utenti e ha scavato più a fondo nelle loro attività", continua Pierani.

Nel ricorso presentato da Fapav al tribunale si legge che sono stati monitorati "centinaia di migliaia" di utenti Telecom Italia e che di loro sono state scoperte due cose: quali film hanno scaricato e condiviso e persino su quali siti hanno navigato. "Secondo noi Fapav non ha solo trasgredito le norme della privacy, ma anche il codice penale: per scoprire quelle cose ha violato il domicilio informatico degli utenti, reato punibile con carcere fino a sei anni", dice Nuti, e questa sarà la posizione Aiip al tribunale il 10 febbraio. In particolare, "è grave la seconda azione, l'aver scoperto i siti degli utenti. Un'informazione che nemmeno l'operatore può conoscere", si legge nella contro memoria depositata da Telecom per il processo.

Telecom per questo motivo respinge le richieste di Fapav, perché "basate su prove raccolte illegittimamente". Fapav ha scoperto i file condivisi dagli utenti tramite i servizi di CoPeerRight, azienda specializzata che è entrata sulle reti peer to peer con un proprio software di monitoraggio. È giallo invece su come Fapav abbia potuto conoscere i siti visitati.

Oggi leggevo un post che diceva pressapoco così: "c'è chi dice che bisogna scrivere esclusivamente per i lettori, chi dice che bisogna scrivere per i lettori e per i motori di ricerca, e chi dice che bisogna scrivere non solo per i lettori e per i motori di ricerca, ma anche per gli inserzionisti e per il bot di Adsense".

Quest'ultima parte mi ha colpito perchè spesso i guadagni di Adsense provengono da pochi contenuti, ed alcuni di essi non convertono affatto. E' noto che per visualizzare annunci pertinenti al post, aumentare la densità di alcune parole chiave - mantenendo comunque leggibilità - sia determinante. Un buon posizionamento, un buon post, un alta densità di una - o massimo due - parola chiave potrebbero attrarre gli inserzionisti disposti ad investire sulla pagina o sull'intero sito. Per selezionare le nostre Key "ad alto rendimento", fare una piccola ricerca per vedere se già qualche inserzionista sia interessato a un determinato termine è molto semplice. Ci serve solo Google, e le sue Serp.

Se sulla destra notiamo gli annunci di google adsense - ed anche la loro quantità - ci facciamo una chiara idea della competitività delle Key per gli inserzionisti. Più competitività c'è tra chi investe, più alta è la cifra che si guadagna con un click. Possiamo affinare ancora la ricerca della Key utilizzando i due tools di Google, Trends e Adwords. Ma questo già è abbastanza noto.

Tornando al titolo del post, scrivere per adsense ha diversi vantaggi (anche se a volte non c'è speranza di liberarsi di qualche transformers Con la lingua fuori) ...

...infatti... lo scopo di un inserzionista è quello di trovare clienti tra le persone che in qualche modo sono interessate alla parola chiave del post; il lettore chiede che vengano presentati annunci pubblicitari che potrebbe ritenere interessanti tanto da cliccarci; interessa ovviamente al gestore del sito per i suoi guadagni... e tutti contenti.

terremoto haiti

Haiti è stata devastata il 12 Gennaio da un tremendo terremoto. Migliaia sono le persone morte o disperse. Un ospedale è stato raso al suolo dal terremoto mentre le altre strutture sanitarie sono state pesantemente danneggiate. Per salvare la gente colpita ed evitare altre vittime bisogna agire rapidamente ed in modo mirato con personale medico specializzato, materiale sanitario di emergenza, oltre ad acqua potabile. Soprattutto in un paese come Haiti dove da tempo si vive al limite della sopravvivenza.

Medici Senza Frontiere lancia un appello straordinario di raccolta fondi per le sue attività a Haiti.

I fondi raccolti verranno utilizzati sia per rispondere all'emergenza in corso, sia per i progetti ordinari di assistenza medica una volta che sarà terminata la fase di emergenza.

  • 30 € per materiale di medicazione di base sufficiente a trattare 20 persone
  • 60 € per un kit trasfusione
  • 140 € per farmaci e strumenti medici di primo soccorso per assistere 500 vittime di disastri naturali
Se vuoi dare il tuo contributo ecco dove donare per il terremoto di Haiti.
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